Blackjack, dall’academy aperta negli anni Ottanta alle versioni live di oggi

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Gli ultimi dati resi pubblici qualche mese fa raccontano di un settore che ha ormai sfondato il tetto del miliardo di euro. Dei circa 19 miliardi spesi nel gioco d’azzardo dagli italiani durante il 2016, difatti, 18 vanno ricondotti alla rete fisica, mentre la restante parte è da attribuire all’online.

Numeri che lasciano sbalorditi, soprattutto ricordando che le case da gioco e le poker room col suffisso “.it” sono sbarcate ufficialmente in Rete nell’estate del 2011. Ma il connubio fra casinò games e mondo dell’informatica – a ben guardare – è molto più datato e affonda le sue radici negli anni Ottanta.

Fu quello un decennio contraddistinto dal boom degli home computer. Nelle case degli italiani facevano il loro ingresso le prime consolle, i joystick, i giochi a cartuccia, i floppy disk e molti altri oggetti che i teenager di allora avevano visto solo nelle pellicole di fantascienza.

E fra i numerosi titoli in commercio c’era anche “Blackjack Academy”. Si trattava di un videogame di simulazione che poteva coinvolgere al massimo cinque giocatori. Differentemente da altri prodotti simili, “Blackjack Academy” consentiva di effettuare una serie di scelte preliminari, dalla puntata minima alla quantità di mazzi impiegata, dalla possibilità di tenere il banco a quale casinò scegliere per sedersi, che lo piazzavano una spanna sopra la concorrenza. Questa la recensione fatta sul numero 36 di Zzap!, versione italiana della più celebre rivista inglese Zzap!64 dedicata ai videogiochi per Commodore 64: “Questo fa di Black Jack Academy una simulazione molto realistica che vi insegnerà a giocare davvero bene. Anche perché fra le moltissime opzioni, c’è anche quella che vi consiglia la mossa migliore da fare, spiegandovi perché è la migliore… e non è poco”. Giudizio globale del prodotto: 75 su 100. Non male per un gioco che poteva essere etichettato di nicchia.

Da allora molte righe di codice sono state scritte. Oggi per giocare a black jack non è più necessario comprare questo o quel videogames. Perché i numerosi casinò online autorizzati AAMS, fra cui quello di  NetBet, e raggiungibili anche tramite cellulare o tablet mettono a disposizione dei player una vasta quantità di tavoli per provare questo gioco di carte nato in Francia nel corso del XVII secolo. Non solo. Per tentare la sorte in una mano a ventuno, com’è più comunemente chiamato dalle nostre parti, senza però rischiare di perdere soldi reali ci sono le versioni demo con cui fare pratica. Oppure, se preferiamo disputare una partita dal vivo, ma senza l’obbligo di indossare giacca e cravatta, salire in macchina e percorrere chilometri per raggiungere uno dei quattro casinò presenti nel nord Italia, c’è la variante live che tramite le immagini di una webcam ci metterà di fronte dei veri croupier.

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