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Raccolta dati durante la navigazione, come si può far perdere le proprie tracce?

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Ormai praticamente ognuno di noi ha un computer oppure uno smartphone con cui poter navigare online: in molti non sanno, però, che mentre si naviga sul web, dietro di sé si lasciano delle vere e proprie tracce digitali. Ebbene, queste ultime possono essere utilmente sfruttate da parte dei vari portali web, in via del tutto legate, per memorizzare le attività degli utenti e identificarsi. I dati che vengono raccolti possono comprendere non solo la posizione, ma anche il tipo di device che si sta usando, il numero e il tipo di annunci pubblicitari su cui si è cliccato e così via.

Non ci sono impostazioni sulla privacy che tengano relativamente al proprio browser, dato che inevitabilmente qualche informazione e dato personale viene svelato ai vari portali che si visitano durante la navigazione. Giusto per fare un semplicissimo esempio: nel momento esatto in cui ci si connette al web, ecco che il proprio indirizzo IP viene condiviso e, di conseguenza, può essere abilmente sfruttato per ottenere un’approssimativa posizione dell’utente.

Ci sono anche tanti altri dati che vengono messi a disposizione da parte degli utenti, a volte senza saperlo ovviamente. Ad esempio, si tratta delle ricerche che vengono compiute sul motore di ricerca Google, ma anche i post che vengono condivisi sul social network Twitter (a patto di avere un profilo pubblico e non privato), così come i luoghi in cui ci si registra su Facebook.

Per fare in modo di impedire di lasciare delle tracce della propria navigazione sul web, ci sono diversi sistemi che possono tornare utili. Il primo è quello di navigare in maniera anonima sul web. Se i vari portali e siti web non possono vedere l’utente, infatti, non hanno nemmeno la possibilità di rintracciarlo ed è questa la ragione per cui la navigazione anonima è molto importante.

Navigare in maniera anonima

Per navigare online mantenendo il più completo anonimato, uno dei migliori consigli da seguire è di puntare su una rete privata come gratuito VPN Services. Una rete privata virtuale ha il grande vantaggio di offrire all’utente non solo privacy, ma anche il più completo anonimato e la sicurezza dei propri dati. In che modo? Semplice, mettendo a disposizione un canale di comunicazione apposito per dispositivi che non si devono per forza collegare alla medesima LAN. In poche parole, tramite questo tipo di reti, si può criptare il traffico sul web e, di conseguenza, riuscire a garantire adeguata protezione alle proprie credenziali e ai propri dati durante la navigazione. Si tratta di una soluzione su cui si punta spesso e volentieri in ambito aziendale.

Usare motori di ricerca privati

Inoltre, anche rendere private le proprie ricerche è un’ottima soluzione: è ovvio come sia necessario cambiare motore di ricerca. In tal senso, al posto di usare Google si può puntare su DuckDuckGo: quest’ultimo è un motore di ricerca del tutto particolare, in cui non vengono raccolti né informazioni né dati personali, senza dimenticare come all’inizio della navigazione non viene registrato neppure l’indirizzo IP.

Eliminare cookie di terze parti

Altrettanto importante provvedere all’eliminazione dei cookie di terze parti: si tratta di un’operazione che può essere portata a termine sia agendo direttamente sulle impostazioni del browser con cui si naviga online, ma anche utilizzando appositi software e programmi dedicati a tale scopo.

Estensioni e componenti aggiuntivi specifici

Un’altra ottima soluzione è quella di sfruttare le estensioni e i componenti aggiuntivi per la privacy. Dal momento che la navigazione tramite browser normale lascia delle tracce online, l’utilizzo di una specifica estensione oppure di un componente aggiuntivo, che sia ovviamente focalizzato sulla privacy dei dati dell’utente, dovrebbe fare in modo di scongiurare tale rischio. Privacy Badger e HTTPS Everywhere sono due ottime estensioni in tal senso.

Errore: impossibile trovare il nome host mediante dns

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Impossibile trovare l’host conosciuto “www.microsoft.com” mediante DNS. Se non riesci a connetterti ad internet e la diagnostica di rete ti dà questo messaggio, significa che hai proprio bisogno del nostro articolo!

Spieghiamo brevemente ed in parole povere a cosa è dovuto questo problema. Ad ogni sito internet è associato un lunghissimo codice che noi non digitiamo perché di norma per raggiungere una pagina scriviamo il suo indirizzo (es. www.infopcfacile.it). I DNS sono dei server che si occupano di “tradurre” il nome del sito, che inseriamo sulla barra degli indirizzi, nel suo codice e quindi permetterci di raggiungerlo. Se questi, per un qualsiasi motivo, non funzionano più, ecco che ci ritroviamo con la rete quasi inutilizzabile. Diciamo quasi perché in genere i programmi come ad esempio Skype funzionano correttamente proprio perché non si raggiungono dal browser.

Detto questo, capita (a noi come a molti a quanto sembra) che di punto in bianco i DNS di microsoft facciamo i capricci dandoci il problema dal quale siamo partiti e per il quale probabilmente siete arrivati a questo articolo. Quindi, bando alle ciance e vediamone la soluzione, ovvero come cambiare i DNS.

La prima procedura è applicata ad un pc Windows Vista e 7. Vedremo dopo quella per Windows 8 che differisce solo per alcune piccole cose. Se invece siete utenti Mac cliccate QUI!

  • Apriamo il Pannello di Controllo, selezioniamo Rete e Internet.
  • Clicchiamo su Visualizza Stato della Rete.
  • Accanto al nome della nostra connessione clicchiamo ancora su Visualizza Stato.
  • Clicchiamo su Proprietà (quello in basso).
  • Dall’elenco “La connessione utilizza gli elementi seguenti” selezioniamo Protocollo Internet Versione 4 (TPC/IPv4) e facciamo doppio click.
  • Come vedete, in basso abbiamo i server DNS. Selezioniamo “Utilizza i seguenti indirizzi server DNS”.
  • Come DNS preferito inserite questo codice: 208.67.222.222
  • Come DNS alternativo inserite quest’altro: 208.67.220.220
  • Date l’ok e uscite. Il problema dovrebbe essere risolto. Per sicurezza fate un riavvio.

Per Windows 8 procediamo così.

  • Apriamo il Pannello di Controllo e da qui selezioniamo Rete e Internet.
  • Adesso clicchiamo su Centro connessioni di rete e condivisione.
  • Dalle voci a sinistra selezioniamo Modifica Impostazioni Scheda.
  • Clicchiamo col destro sulla nostra rete e selezioniamo Proprietà.
  • Adesso procediamo come per Vista, quindi dall’elenco “La connessione utilizza gli elementi seguenti” selezioniamo Protocollo Internet Versione 4 (TPC/IPv4) e facciamo doppio click.
  • Selezioniamo “Utilizza i seguenti indirizzi server DNS”.
  • Come DNS preferito inserite questo codice: 208.67.222.222
  • Come DNS alternativo inserite quest’altro: 208.67.220.220
  • Date l’ok e uscite. Il problema dovrebbe essere risolto. Per sicurezza fate un riavvio.

Oltre a risolvere il problema che abbiamo visto, cambiare i DNS porta anche due vantaggi principali. Il primo è che si riesce a navigare in maniera più veloce e fluida (e non è cosa da poco). Il secondo vantaggio è che, con i giusti DNS (come quelli che vi abbiamo segnalato sopra), è possibile raggiungere tutti quei siti che sono stati inspiegabilmente oscurati solo in Italia. Riguardo a ciò, in passato vi avevamo già parlato di un modo per raggiungerli, ovvero attraverso i proxy.

Come riportare il menù Start di Windows 7 in Windows 10?

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menù start windows 7

Se c’è una cosa che non piace di Windows 10 è il menu Start, forse innovativo, sicuramente migliore di quello di Windows 8.1, ma comunque ancora insufficiente.

In particolare, soprattutto chi usava Windows 7, potrebbe lamentare il fatto di non poter organizzare i programmi in cartelle e trovare difficoltà a trovare i programmi da avviare in modo veloce.

Anche se abbiamo visto che il menu Start di Windows 10 si può modificare e personalizzare, se davvero non interessa usare le nuove applicazioni e se non ci si trovasse bene con l’organizzazione delle piastrelle, si può installare un programma che riporta quasi integralmente lo stile del menu Start di Windows 7 in Windows 10.

Grazie a questi programmi è possibile fare modifiche all’interfaccia di Windows 10 senza dover mettere mano alle chiavi di registro o altre impostazioni e si potrà tornare indietro in qualsiasi momento, ripristinando il menu avvio originale.

Il programma Classic Shell, presente nella scena da molti anni, è ora davvero un must per tutti gli utenti Windows, anche quelli che usano Windows 7 e 8.



Questo perchè fornisce un set di opzioni completo per scegliere come visualizzare e come organizzare il menu Start, nello stile che si preferisce.

Si può quindi fare un menu a due colonne oppure a una sola colonna com’era in Windows XP, si possono ragruppare i programmi, visualizzarli in un elenco a cartelle e personalizzare la grafica dei pulsanti, compreso quello dello Start.

AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: Il progetto Classic Shell originale è stato abbandonato, non più supportato dalle nuove versioni di Windows 10 e, pertanto, è da rimuovere.

La versione aggiornata di Classic Shell si chiama ora Open Shell, sempre gratis, in italiano.

Nell’installazione è possibile scegliere di non includere alcuni componenti accessori come Classic Explorer che aggiunge un menu alle finestre di Windows, non necessario, che vale comunque la pena di provare e poi semmai disabilitare successivamente.

Una volta completata l’installazione, si può subito scegliere subito quale stile grafico adottare, tra quello a una colonna, quello a due colonne e quello a due colonne di Windows 7 che è quello più moderno e funzionale.

Il menu Start mantiene lo stile grafico di quello standard, ma permette di visualizzare i programmi in una lista compatta e organizzarli in cartelle come avveniva in Windows 7.

La cosa ottima è che il menu di Windows 10, quello predefinito, non sparisce del tutto, ma può essere richiamato in ogni momento premendo insieme i tasti Windows+Maiusc o premendo sul tasto Menu Start che si trova sopra la lista di programmi recenti.

Il menu di amministrazione che compariva premendo col tasto destro sul pulsante Start sparisce, ma può essere richiamato premendo insieme i tasti Windows+X .

Questo comportamento, come anche tutto il resto, può essere modificato nelle impostazioni di Classic Shell, alla sezione Controlli dove si può scegliere come aprire il menu Windows-X e se aprire lo start di Windows 10, per esempio, premendo col tasto centrale del mouse.

In sostanza Classic Shell permette di tornare a un menu Start come quello di Windows 7 senza però far sparire e rinunciare al menu nuovo di Windows 10 che, se sarà migliorato da Microsoft e se ci si abitua, potrà risultare poi non così male.

Nelle impostazioni di Classi Shell si possono decidere tantissime altre cose tra cui, nella sezione “Personalizza“, le cartelle e i pulsanti da includere e quelli da rimuovere.



C’è poi una sezione dedicata a Windows 10, per migliorare l’aspetto grafico usando la trasparenza, c’è la possibilità di cambiare pulsante Start mettendone un’immagine diversa (cercando su Google se ne trovano tantissime proprio per Classic Shell) e di cambiare il tema facendo le icone più piccole o cambiando font.

Ci sono poi numerose opzioni di configurazione tutte da provare nella sezione del comportamento, aspetto del menu e sul riquadro di ricerca.

Riguardo quest’ultimo è possibile disabilitare le ricerche su internet e limitare i risultati alle ricerche sul computer.

Le impostazioni personalizzate si possono salvare premendo sul tasto Backup e si può in ogni momento ripristinare le opzioni predefinite, nel caso si abbia smanettato troppo con risultati scadenti.

Consigli per l’utilizzo di Google Adwords

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Gli esperti di marketing digitale sanno bene che l’utilizzo di Google AdWords è un’ottima strategia pubblicitaria per attirare visitatori su un sito Web. Ma come si fa a ottenere un buon ritorno sugli investimenti?

In effetti, una campagna pubblicitaria mal gestita può essere costosa, soprattutto se non porta conversioni. Tuttavia, una campagna AdWords ben ordinata può attirare un gran numero di visitatori in un tempo relativamente breve. Considerando che su internet 8 utenti su 10 utilizzano Google come principale motore di ricerca, lavorare a stretto contatto con un esperto di consulenza Google Ads  è una strategia vincente per mantenere a galla la propria attività di fronte alla concorrenza o per incrementare le vendite a breve e medio termine.

Tuttavia, esistono diverse insidie ​​per un uso ottimale di questa piattaforma. È importante tenere a mente, per coloro che stanno intraprendendo una nuova campagna pubblicitaria su Google Ads, che non esiste una strategia predefinita per tutti. Ognuno deve definire la propria campagna pubblicitaria in base agli obiettivi prefissati e al proprio settore di attività. In altre parole, ottenere il massimo da AdWords richiede tempo, soldi, ma soprattutto competenze. Lavorando su una base di test, AdWords richiede di stare attento ai risultati e apportare modifiche alle parole chiave acquistate per raggiungere i tuoi obiettivi. Nonostante questa piattaforma possa sembrare ostica in alcuni casi, di seguito qualche consiglio per migliorarne il ritorno sull’investimento.

RAGGRUPPA LE PAROLE CHIAVE GIUSTE CORRETTAMENTE

La prima tattica da tenere a mente è definire le parole chiave o i gruppi di parole chiave che ritieni siano più probabili corrispondere alle ricerche dei tuoi potenziali clienti. Come accennato, la scelta delle parole chiave funziona in base a dei test che effettuerai all’interno del tuo account adwords. È quindi importante rimanere attenti ai risultati ottenuti, ovvero la percentuale di clic, il tasso di conversione o il costo per acquisizione che presentano il miglior ritorno sull’investimento. In questo senso, si consiglia di testare sempre queste parole chiave per ottenere risultati migliori fino a quando non si è soddisfatti. Potresti essere sorpreso dal fatto che questo tipo di test potrebbe potenzialmente raddoppiare i tassi di conversione e dimezzare i costi per acquisizione.

Tuttavia, prima di arrivarci, fai qualche ricerca visitando i siti Web dei tuoi concorrenti e utilizzando strumenti specializzati come il keyword planner di Google. Saper mettersi nei panni dei propri clienti è un prerequisito fondamentale per sapere come catturare la loro attenzione.

SEGMENTA LE CAMPAGNE PER GRUPPI DI ANNUNCI

Una seconda tattica da tenere a mente è quella di segmentare le tue campagne pubblicitarie in base ai tuoi prodotti e servizi. Questo perché AdWords è impostato in modo da poter creare gruppi di annunci in base a diversi tipi di prodotti e servizi. Ad esempio, se hai una campagna incentrata sulla promozione dei tuoi prodotti e un’altra incentrata sulla parte di riparazione ( prendiamo il famoso caso della vendita di iphone e riparazione iphone ) ognuna di queste due campagne dovrebbe essere generata separatamente, al fine di ottenere risultati migliori.

Non utilizzare i gruppi di annunci è uno degli errori principali che coloro che iniziano ad usare adwords fanno. Infatti, piuttosto che segmentare gli annunci in diversi gruppi in base a tipi simili di parole chiave, molti sono propensi a raggruppare tutte le loro parole chiave in un singolo gruppo di annunci.

Il problema con questo approccio è che l’annuncio visualizzato sarà molto generico e non corrisponderà in modo specifico alla ricerca dell’utente. Ad esempio, Apple vende prodotti diversi tra cui laptop, computer desktop, tablet e lettori mp3 ( anche se gli ipod non li usano più nessuno ). Tuttavia la strategia AdWords di Apple consiste nel dividere i propri gruppi di annunci per prodotto, altrimenti non avrebbe senso indirizzare chi cerca “iphone” alla homepage. Ecco perché Apple utilizza un gruppo di annunci per promuovere ciascuno dei suoi prodotti, tra cui “MacBook Pro” o “iPad Mini”. Ciò consente agli utenti e ai consumatori di Internet di trovare le informazioni che stanno cercando molto più velocemente.

Se non dividi le tue parole chiave in diversi gruppi di annunci, raggrupperai tutti i tuoi annunci di prodotti e servizi in un’unica campagna con il rischio di indirizzare i tuoi consumatori alla home page della tua attività o azienda che non è sempre il massimo. In particolare, perché non avrai la possibilità di personalizzare i tuoi annunci in modo che corrispondano ai termini di ricerca specifici per singolo prodotto. Più dividi annunci e parole chiave per temi, prodotti o servizi specifici, più facile sarà la ricerca delle tue campagne e migliore sarà il ritorno sul tuo investimento.

In generale, si consiglia di utilizzare un massimo di 10 parole chiave per gruppo di annunci che è un buon indicatore per sapere se la tua campagna search può essere rilevante per i tuoi clienti.

CONCLUSIONE

Sapere come utilizzare Google AdWords è la chiave per una campagna pubblicitaria vincente. Saper usare i suoi diversi strumenti non solo attirerà più visitatori sul tuo sito web, ma aumenterà anche il numero di visitatori interessati ai tuoi prodotti e servizi.

Come partizionare il nostro hardisk

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partizionare hardisk

Iniziamo con il dire che partizionare un’unità significa dividerla in parti, come se in un cassetto iniziassimo a creare più scompartimenti.

Puoi partizionare tranquillamente sia un SSD che un HDD in più parti, la procedura non cambia. L’elenco di motivi per cui si sceglie di partizionare:
• Installare più sistemi operativi, dove ognuno avrebbe appunto il proprio reparto per la memorizzazione dei dati.
• Creare backup in una nuova unità, così se ci dovessero essere virus o danneggiamenti di dati non riguarderebbero quelli presenti nell’altra partizione creata.

Dopo l’installazione di Windows generalmente vengono create due partizioni, la classica unità centrale chiamata C: e poi eventualmente una di backup chiamata D:, nonostante questo si possono creare altre partizioni per uso personale.

Ora vedremo i passaggi per creare nuove unità all’interno del nostro HDD:

1. Vai nella barra di ricerca del menù Start e digita “Gestione disco”, clicca poi sulla voce correlata “Crea e formatta le partizioni del disco rigido”.

2. Ti apparirà una schermata con presenti tutte le unità con le loro relative dimensioni e informazioni.

3. Seleziona un’unità da cui vuoi creare una nuova partizione, clicca con il tasto destro del mouse e premi su “Riduci volume”.

4. Ci sarà un caricamento per determinare lo spazio di riduzione.

5. Una volta concluso ti apparirà una nuova finestra dove inserire le dimensioni per la nuova unità. Stai attento alle dimensioni che togli dall’unità da cui le stai prelevando.

6. Una volta stabilite le dimensioni clicca su “Riduci”. Ottimo, hai creato una nuova partizione sul tuo PC.
Adesso per continuare clicca con il tasto destro del mouse sulla partizione non allocata e nel menu che ti appare premi sulla voce “Nuovo volume semplice”, quindi nella finestra che si apre premi sul pulsante: Avanti>Avanti>Avanti.

Come togliere i “Mi piace” degli altri sulla tua pagina Facebook

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cancellare il mi piace

Spesso sarà capitato di vedere che sulla vostra pagina facebook avete dei “Mi piace” di persone che non conoscete e vorreste togliere, tali operazioni vengono fatte anche per scopi commerciali e non solo per apprezzamenti amichevoli, in questa micro guida vi spiego come eliminarli in modo molto semplice.

Naturalmente potremmo eliminare i “Mi piace” solamente in una mia pagina dove siamo Amministratori, ecco come:

Entra nella pagina in questione, alla voce “Impostazioni“, poi a dx individua la voce “Persone e altre Pagine” e compariranno tutti le persone che hanno messo il “Mi piace” alla tua pagina in ordine di data, basta “flaggare il mi piace che vuoi togliere” andare in alto a destra dove troviamo una rotellina a forma di ingranaggio che cliccandoci sopra appaiono due possibilità: (Rimuovi dai “Mi piace” dalla pagina) e ( Blocca dalla pagina) scegli una delle due opzioni ed avrai eliminato o bloccato il “Mi piace” indesiderato.

Come estendere il periodo di prova di un software a vita!!

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estendere i software trial

Vi sarà capitato di scaricare un programma a pagamento e di usufruire del suo periodo di prova per non pagare, ma mettiamo che questo programma ti serva ancora e tu hai finito il periodo di prova, cosa puoi fare adesso?

L’unico modo sarebbe comprare una licenza per poter continuare ad usare il programma, ma se non hai soldi da spendere oppure più semplicemente non vuoi spendere?

Bene, sei capitato/a nel sito giusto, ecco qui come fare ad avere il periodo di prova della maggior parte dei programmi in modo illimitato!

ATTENZIONE: Non ci assumiamo nessuna responsabilità sull’utilizzo che farete dell’articolo, il nostro è solo uno scopo educativo



C’è un programma perfetto per poter fare ciò, questo programma si chiama “RunAsDate“. Con questo programma puoi estendere il periodo di prova di tantu programmi per un tempo illimitato
Adesso segui i passaggi sotto elencati

Prima di tutto installa RunAsDate da qui

1: Apri il programma desiderato per cui vuoi estendere il “Trial” e segnati la data di inizio

2: Quando il periodo di prova sarà terminato, al posto di aprire il programma, clicca col tasto destro sopra, e clicca ESEGUI CON O APRI CON, e tu clicchi “RunAsDate”

3: Ecco che la data del periodo di prova verrà iniettata al programma e potrai accedere a quest’ultimo quanto vuoi

4: E ricorda di fare sempre cosi,ogni qualvolta aprirai il programma,aprilo con “RunAsDate”

Oltre al metodo precedentemente elencato, abbiamo un altro modo per estendere il periodo di prova dei programmi in modo illimitato.

1. Prima di tutto disinstalla il software che vuoi estendere a vita e segui i seguenti passaggi.

2. Dopo aver disinstallato il software premi Windows + R e digita regedit e premi invio

3. Adesso comparirà l’editor del registro di sistema
HKEY_LOCAL_MA CHINE \ SOFTWARE \
Adesso in basso a sinistra troverai il nome del software il quale periodo di prova vuoi estendere a vita,cliccalo e subito dopo usciranno tutte le chiavi di quest ultimo,eliminale tutte!
4. Riesegui il passaggio 3 però andando su
HKEY_CURRENT_ USER \ Software \

5. Premi ancora WINDOWS + R e scrivi
%temp%” e premi invio.



6. E cancella la cartella(se c’è) con il nome del software

7. Adesso recati su “C:\Users\IL TUO USERNAME\AppData”.
Sotto APPDATA ci saranno 3 cartelle,”Local“, “Local Low” e “Roaming”e controlla.

Se all’interno di queste 3 cartelle trovi qualche file o cartella con il nome del programma a cui vuoi estendere il periodo di prova eliminala.

8. Adesso per finire, riavvia il tuo pc e installa di nuovo il software e ricomincia con il tuo periodo di prova

Quindi ecco qui come fare ad avere il periodo di prova illimitato, qui sotto ci sono altri articoli molto interessanti, leggili, è gratis e di sicuro imparerai qualcosa

Come inviare una e-mail con ricevuta di ritorno?

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DOMANDA

C’è un modo per essere sicuri che il destinatario di una mia mail l’abbia letta o ricevuta?

RISPOSTA

Dipende dai client di posta. Thunderbird ha due possibilità, tra le Opzioni di una nuova mail che ci accingiamo a scrivere: Notifica di consegna e Ricevuta di ritorno. Abilitiamo una e/o l’altra e poi mandiamo l’e-mail. La prima opzione rileva se il messaggio è arrivato al server, la seconda ci manda una ricevuta di ritorno dopo che il destinatario ha scaricato la posta.



Office Outlook  ha tra le opzioni del messaggio Richiedi conferma di recapito e Richiedi conferma di lettura. La prima ci avvisa se il messaggio è stato recapitato, la seconda se è stato letto. Lo scopo non deve essere tanto quello di controllare le azioni del destinatario, ma difenderci dai filtri antispam che possono fargli perdere la nostra mail.

Queste opzioni tuttavia sono utili fino a un certo punto: i client di posta permettono di evitare di dare la notifica al mittente. L’utilità c’è se ci siamo messi d’accordo prima con il destinatario, perché questi accetti la notifica.

E’ più comodo cliccare su ok quando riceve la mail invece di rispondere solo per dire di averla ricevuta…
Nota però che non tutti gradiscono questa funzione, usiamola quindi con accortezza: potremmo infastidire il destinatario.

Come correggere l’errore del modulo Paypal in Prestashop: «Devi completare l’identificazione PayPal …»?

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Quando stai per aggiornare i dati dell’API Paypal e li hai già installati, è un po ‘odioso quando ricevi questo messaggio:

«È necessario completare le informazioni di identificazione di PayPal al passaggio 3, altrimenti non sarà possibile accettare il pagamento»

Questo messaggio:

Il messaggio è un po ‘confuso ma molto semplice da risolvere, devi solo selezionare l’opzione “Hai già un account aziendale Paypal? e contrassegnare “Sì” in modo tale che:

fai clic su Salva e …

risolto !!